
foto di Beatrice Mancini
casa per casa
serata di racconti e di raccolta
di Mirko Artuso
con Mirko Artuso, Ricky Bizzarro, Sandro Andreato
da G. Celati, F. Camon, L. Meneghello, Isabelle Allende, G.G. Marquez
«A quelli che mi hanno raccontato storie, molte delle quali non ho mai raccontato e a tutti quelli che me le racconteranno»
Gli spettatori stanno nella stanza in ordine sparso.
Il "capo" racconta e dice le regole, gli altri partecipano: c'è chi scrive, prende appunti, chi mette dischi e canta, c'è chi si alza e balla, chi sta seduto e ascolta, chi arriva da casa con qualcosa che ricorda quei tempi, chi chiede la parola e racconta.
Raccontare storie dopo averle ascoltate. Un'arte che ormai volge al tramonto, diceva Walter Benjamin: " Capita sempre più di rado di incontrare persone che sappiano raccontare qualcosa, non bene o male, ma come si deve".
Vorrebbe essere una raccolta di sguardi che si posano sulla realtà e ne raccontano le voci senza escluderne nessuna. Osservare è uscire dall’apatia, guardare è interrogarsi. E poi i luoghi non sono belli in sé, dipende se il nostro sguardo è uno sguardo da innamorati o uno sguardo in lutto.
Storie a metà tra il reale e l’immaginario, il fisico e il metafisico. Storie ordinarie, paesaggi percorsi fisicamente e mentalmente, storie di «silenzi residenziali» della campagna o della periferia di una città dove la gente si chiude in casa e aspetta che il tempo passi, che venga «l’ora del pranzo, della cena, o l’ora di guardare la televisione»
Storie di apparenze, di illusioni e disillusioni, di tradimenti e abbandoni, senza pietismi, senza morali, solo raccontati, narrati appunto.
Raccontare è passarsi le esperienze, condividerle. Non si sa quanto realmente corrisponda al vero e quanto sia finzione, quanto immaginazione e quanto fotografia. Ma è proprio l’astrattezza di queste storie a essere credibile, il fiume, la pianura, le strade provinciali a essere visibili.
Casa per Casa porta lievemente, con ironia, lo spettatore a un sorriso, a una riflessione, senza invadenza, senza moralismi. Gli offre uno sguardo, uno sguardo ampio che perdona, che accetta le bassezze degli uomini, che ne comprende i limiti.
Gli uomini hanno bisogno di raccontare, di ascoltare. Tenere gli occhi aperti per guardarla meglio la realtà, immaginandola.
Mirko Artuso
N.B: si chiede agli spettatori di portare una breve storia da raccontare o da far leggere, un cuscino, una coperta e viveri per trascorrere comodamente la serata. Ad ogni spettatore (minimo 15) sarà chiesto un contributo (minimo) di 10-15 €uro a favore degli artisti... se poi arriva qualcoa in più tanto meglio
grazie